Author: Gab

  • Cronache quasi ordinarie e sogni colorati

    Cari,

    Scrivervi I pensieri e le impressioni che vivo durante questo mio viaggio sta diventando sempre più bello, non avrei mai pensato di avere questa costanza nello scrivere. Eppure, fino ad ora sembra funzionare, credo pero’ che sia tutto merito delle meraviglie che passano sotto I miei occhi costantemente e sopratutto penso che sia merito dei vostri incoraggiamenti. Perciò Grazie a tutti di trovare il tempo per leggere queste lettere.

    Anche questi giorni sono passati velocemente e sono stati piuttosto intensi.  Dal momento che di stranieri ce ne sono pochi a Calcutta, quei pochi che ci sono non passano inosservati. Guarda caso un regista di spot pubblicitari, apparentemente famoso, vive vicino alla nostra Guest House e avendoci notati, ha chiesto al fondatore dell Institue for Indian Mother & Child (per cui sto lavorando) se alcuni di noi potevano fargli da attori nello spot che doveva girare per la prossima aperture del Global Book Store di Calcutta. Ovviamente appena il Dr. Sujit mi ha comunicato la cosa, mi sono fatto carico di organizzare tutti gli incontri del caso e Domenica pomeriggio alle tre, un autista ci stava aspettando per portarci agli Studios cinematografici. Abbastanza emozionato entro nello Studio che dall’esterno non sembra essere così grande come invece si e’ rivelato all interno. L’aria condizionata e’ così forte che quasi stordisce, ma sarà anche dovuto al fatto che Domenica era davvero caldo. Nel giro di qualche minuto, dopo aver contemplato luci e macchinari indiani, non propriamente all avanguardia ma molto affascinanti ci viene chiesto di andare nei camerini per metterci I costume. Lo spot veniva girato su sfondo verde per poi inserire le nostre immagini al computer negli ambienti desiderati… gli sfondi erano svariati… Grecia, Spagna, Italia, Inghilterra, Tibet…e noi dovevamo vestirci con gli abiti tradizionali. E’ stato davvero divertente, e tutti erano al nostro servizio come veri attori, ci portavano il te, qualche sandwich e sopratutto ogni tanto compariva il truccatore o il costumista per darci una ritoccatina! Veniva quasi la pelle d’oca a sentire urlare ACTION e poi il rumore della pellicola 35mm girare dietro la macchina da presa; insomma finire su pellicola non e’ cosa da niente. Per finire, ho dovuto anche fare la parte del suonatore di mandolino sulla gondola di due innamorati che invece di baciarsi leggevano libri (senno che pubblicità per librerie era), fortuna volle che un amico norvegese mi aveva appena insegnato la canzone That’s amore… quindi appena ho sentito il crepitio della pellicola ho attaccato: When the moon hits the sky like a big pizza pie, That’s amoreee, ovviamente le stonature hanno destato ilarità generale. Insomma molto divertente, aspetto di vedere il prodotto finito. Intanto questa e’ già la seconda volta che finisco con gli altri volontari sulla TV Indiana contando l’intervista fatta al tempio del sole!

    Prima di questa piccola parentesi di celebrità ci siamo fatti scarrozzare dall’autista dell IIMC a fare un giro di Calcutta, prima tappa forse la più bella per me: la sede della missione di Madre Teresa di Calcutta. E’ stato molto emozionante parlare con le sorelle dell’ordine e assorbire l entusiasmo che emanavano dai loro sguardi e dalle loro parole. Ciò che mi ha colpito di più e’ stata l’intensità con cui affermavano che Madre Teresa accoglieva allo stesso modo I Capi di Stato che le venivano a fare visita e I lebbrosi che lei andava a visitare per strada. Inoltre vedere la sua stanza mi ha fatto capire quanta coerenza, e quanto amore possano avere certe persone: Teresa ha vissuto tutta la sua vita in una stanza poco più  grande del letto di legno grezzo e del tavolo su cui mangiava e scriveva lettera a tutto il mondo. E’ incredibile quello che ha creato una donna così piccola fuori e così immensamente grande dentro.

    Il tour poi e’ continuato tra vari templi e ho anche preso l occasione per bagnarmi I piedi e la testa nel Gange… I bimbi me lo hanno quasi imposto… eh senno non vai in paradiso!

    Altra vista interessante e’ stata quella alla missine di RamnaKrishna che si base su un ideale di dialogo interreligioso, Swamiji Vivekanenda uno dei suoi fondatori e’ stato il più importante riformatore sociale dell India. Era solito dire: Tutto il potere sta dentro di te, tu puoi fare tutto e niente. Credi in questo, non credere che tu sia debole. Alzati ed esprimi la divinità che sta dentro di te. Con la traduzione la magia della frase ha perso ma il messaggio e’ quello. Infine siamo stati al giardino botanico che ospita il più grande albero Banyan del mondo; questo tipo di albero invece che sviluppare un grande tronco principale, col tempo cala dai suoi rami delle radici che entrano nella terra e si trasformano in tronchi di supporto. Per cui questa pianta vecchissima non sembrava più un albero ma assomigliava piuttosto ad un affascinante e misteriosa foresta.

    Sempre Vivekananda era solito ispirarsi a questo albero e dire ai suoi discepoli: Siate come il banyan tree, non abbiate un idea egoista ma servite le persone.

    Anche Sabato e’ stata una giornata stupenda. Abbiamo visitato un villaggio in cui il progetto e’ presente ed e’ stato incredibile, come sempre, stare li seduto sul pavimento della casa più bella del villaggio che tuttavia e’ fatto di fango, circondato dagli occhi meravigliati di tutti. Abbiamo fatto anche una piccola interrogazione a qualche madre chiedendo cosa fare in caso di diarrea e tutte erano preparate sulla proporzione di sale e di zucchero da mettere nell acqua bollita. Poi i mille colori dei loro Sari che ondeggiavano e i piccoli di pochi mesi che piangono e smettono appena li prendi in braccio… Un mamma mi ha chiesto se non ci sono bambini al mio paese dato che siamo così delicati e amorevoli e probabilmente impacciati nel maneggiarli. La serata invece e’ stata una piacevolissima sorpresa in cui un amico di un mio amico ci ha invitati a casa di un terzo amico perché la sua ‘band’ suonava musica Baul tipica del West Bengala, strumenti stranissimi che producevano melodia meravigliosa in una stanza dalla luce soffusa tutti gli spettatori non potevano che lasciarsi rapire dalle note e dalla voce dei musicisti. E’ una musica che ti trasporta assomiglia al flamenco ma sa più di giungla, sa più di libertà.

    Quindi ora ho un amico che non vede l’ora di portarmi a teatro e io non aspetto altro che scoprire gli spettacoli indiani.

    Alla fine a furia di fare l’arrogante invincibile a qualsiasi tipo di virus e malattia, dopo aver tirato un po troppo la corda nel provare tutto ciò che mi dicevano che forse non era il caso che mangiassi… anche io mi son preso un bell avvelenamento e ho passato quasi 24 ore di agonia e vomito. Sembrerà una scemenza scontata ma solo ieri ho realizzato quanto e’ brutto stare così male da non riuscire neanche a stare sdraiato, pero dalla mia finestra potevo vedere il cielo che diventava sempre più azzurro dopo il monsone… e poi nel giro di un giorno mi sono rimesso a nuovo quindi direi che e’ stato positivo anche questo piccolo imprevisto… in cui per la prima volta da che viaggio ho veramente voluto essere a casa tra le mie montagne!!!

    Oggi sono partiti gli ultimi volontari medici del vecchio turno, loro si fermano solo un mese. Un po sono triste perché’ se ne vanno e mi mancheranno, in compenso ho tanto bei ricordi con loro. Stamattina ho fatto da guida ai primi nuovi volontari arrivati che sono un po disorientati, e li ho portati a visitare una scuola. La suddetta cade a pezzi e i bimbi siedono per terra su teli sintetici, le maestre prendono sono volontarie e prendono a malapena 5 euro al mese per le spese di trasporto.

    L IIMC ha deciso di mantenere la scuola e costruire una struttura migliore poco distante costo dell opera 10000 Euro… chissà che quando torno in Italia non riesco a racimolare qualche spicciolo!!!

    Ho anche fatto piangere un bimbo che per la prima volta vedeva una persona bianca, gli ho messo il mio cappello in testa e lui giù a piangere ovviamente l amico che aveva a fianco ho pensato bene che fosse un ottimo motivo per piangere anche lui. Ma per fortuna il piagnisteo si e’ circoscritto a loro due.

    Sulla via del ritorno mi sono incantato ad ammirare quanti tipi di verde diversi possano esistere al mondo. Se solo poteste immaginare quanto e’ luminoso il verde delle piante di riso su cui si infrange il sole al tramonto, poi alzando un poco lo sguardo c’e’ il verde più serioso delle foglie di banane e poi ci sono le palme che con il loro verde scuro fanno la guardia alla foresta. Alla fine non puoi non sorridere quando alzando ancora un poco gli occhi vedi un cielo così azzurro che ti abbraccia. Ogni volta mi sembra bello come un quadro … ma lo e’ molto, molto di più… dovreste vederlo coi vostri occhi per credermi.

    Un abbraccio

    Gabri

  • Shanty Easy Rider

    Cari,

    Finalmente ho avuto occasione di fare il mio primo viaggio in questo enorme paese. Destinazione Puri la città santa più importante della costa orientale. Da Calcutta la distanza e’ di circa 4-500 km, nonostante la relativamente breve distanza il treno avrebbe dovuto impiegarci 8 ore, in realtà ce ne ha impiegate due in più all’ andata e quattro al ritorno. Dopo aver trovato la stazione abbiamo camminato altri 5 minuti per trovare il binario; e poi altri 5 minuti per trovare il nostro compartimento, era probabilmente il treno più lungo che io abbia mai visto. Un mare di persone molto fantasiose nelle attività svolte si imbarcava su questo infinito biscione d’acciaio blu.

    Salito sul treno mi entusiasmo nel constatare l’ingegnosità della disposizione delle cuccette. Lo Spazio e’ usato alla perfezione, più persone di così non sarebbe possibile trasportare!!! Siamo in 7 compagni di viaggio una ragazza ha il posto lontano da tutti gli altri, leggendo il timore nei suoi occhi decido di scambiare il posto con lei. Buona occasione per leggere Novecento di Baricco che mi e’ stato lasciato prima di partire da una persona molto speciale. L’unica pecca e’ che mi ero preso la cuccetta vicino al pavimento. Vabbe mi dico almeno sono vicino alla finestra, ma all’improvviso vedo una signora quasi in lacrime perché le sue caratteristiche fisiche non le permettevano di raggiungere la cuccetta più alta. Ovviamente colgo la palla al balzo per applicare la teoria di Ricardo sugli scambi internazionali! Lei ha ciò che voglio io e io ciò che vuole lei, quindi mi offro in modo galante e faccio pure la figura del buon samaritano 😉

    Il viaggio e’ stato stupendo, ho dormito benissimo e prima di addormentarmi ero contentissimo mi godevo la fantastica sensazione di libertà del vagabondo. Arrivati a Puri siamo stati ovviamente assaliti dall’ ondata di guidatori di Riscio desiderosi di trasportarci fino in albergo. Dopo qualche settimane impari anche a scherzarci e ad ottenere un prezzo onesto che comunque per noi europei non arriva neanche a mezzo euro… a volte mi sorprendo a contrattare senza tregua per 10 Rupie, che nella vecchia europa sono solo 15 centesimi… ma e’ il principio!!!

    L’ostello era meraviglioso, di bianco dipinto fu la residenza del mahraja qualche decennio fa, con una fantastica vista dell oceano e una pace incredibile… senza contare le candide lenzuola che mi hanno fatto dormire benissimo. Ci voleva proprio un bel weekend di relax dopo il baccano di Calcutta. L’oceano e’ infinito, come dice un personaggio di novecento… di fronte all oceano capisci che la vita e’ veramente una cosa immensa e che gli uomini spesso si perdono in preoccupazioni davvero stupide. Subito con Renaud e gli altri mi sono buttato tra le onde che all’inizio spaventano un poco perché sono potentissime e senza tanta grazia ti prendono e ti sbattono sotto piegandoti come un ramoscello… ma dopo poco anche con un ragazzo di Puri ci siamo divertiti un come bimbi.

    La parte ancora più interessante e’ arrivata quando abbiamo visitato il tempio di Puri dedicato a Vishnu, una delle tre principali divinità Hindu. C’e’ Brama divinità creatrice dalle cui diverse parti del corpo originano le caste, poi Vishnu che si occupa del mantenimento degli equilibri e infine Shiva dea distruttrice. Il tempio e’ maestoso e riuscivo solo a immaginare le meraviglie al suo interno, perché nonostante i miei sforzi e le mie insistenti richieste alle guardie non sono riuscito a farmi passare come Hinduista. Un Signore del luogo ci ha fatto fare  il giro di tutto il perimetro del tempio e ha pazientemente risposto a tutte le mie domande… la cosa più affascinante e’ che anche per gli induisti Gesu gioca un ruolo fondamentale. Mi spiego, Vishnu ha dieci reincarnazioni che ruotano ciclicamente, ciascuna di esse  rappresenta un era, ora ci troviamo nell era dell illusione che durerà per altri 7992 anni. La presente era secondo gli induisti e’ iniziato con l avvento di Gesu che loro sostengono sia stato in India quando aveva 16 anni…. immaginando le vostre facce simili a quella che ho fatto io quando ho sentito questa storia… indagherò più a fondo. Ad ogni modo la prossima era sarà quella della vita vera.

    Dopo esserci abbuffati di pesce squisito siamo crollati tutti quanti a letto. L’indomani mattina volevamo andare a visitare un tempio importantissimo dedicato al Dio sole a 30 km da Puri. Io avevo notato una baracca che noleggiava vecchie Yamaha, perciò ho dedicato le due ora di colazione a convincere i miei compagni ad andare in moto!!!!! ‘Nooo gabri qui si guida a sinistra’…..’ No daiiii qui sono matti suonano in continuazione il clacson’….’Poi ci sono le mucche e se succede qualcosa?’ Chiaramente non ho avuto pace finche… Abbiamo noleggiato le moto!!!! Incredibile passavamo con l’aria nei capelli tra villaggi sperduti tra sorrisi stupendi e saluti sbracciati da parte dei locali a cui non sembrava vero di vedere degli occidentali sulle loro strade e in moto. L’oceano ci accompagnava e la giungla intorno… sembrava un sogno, sulla mia scoppiettante Yamaha 135 monocilindrico. Mi sentivo veramente come Peter Fonda in easy rider super rilassato e super shanty che in bengalese vuol dire pacifico.

    Il tempio era molto imponente e la guida e’ stata molto esaustiva sulla storia e sulla potenza del kamasutra nel generare la luce (vita) tramite l’amore. Alcuni compagni di viaggio sono, specialmente i nordici, si sono un po imbarazzati a e’ stato interessante.

    L’ultimo giorno di vacanza volevo assolutamente andare a pescare con i pescatori quindi alle 430 sveglia e sono andato a cercare un brav’ uomo che ci portasse in barca con lui. Lo spettacolo del sole che si levava sull oceano toglieva il respiro e l’esercito di pescatori accovacciati in riva all oceano che tentavano di interpretare era emozionante. Purtroppo hanno ritenuto troppo pericoloso che andassimo con loro quel giorno e quindi ci siamo appisolati sulla spiaggia….dopo nemmeno un ora un onda lunghissima ci ha completamente sommerso ahahahahah un bellissimo risveglio e poi abbiamo anche fatto fare qualche risata agli indiani spettatori.

    Oggi mi sono trasferito per il resto della settimana alla clinica; e’ molto più comodo e mi permette di evitare le due ore di viaggio tra andata e ritorno in mezzo alla ormai insopportabile nuvola nera di quella che un autore ha definito la Città della Gioia. Proprio al mio ritorno in citta’ dal taxi sovraffollato vedo un cartello enorme di una compagnia telefonica: Benvenuti nella citta’ della gioia… abbassando lo sguardo, sotto questa bella pubblicita’ c’erano ammontanati una decina di scheletrici uomini e donne, neri come la pece, macchiati solo dalle infezioni che avevano sulla pelle…non sapevo chi fosse vivo e chi morto, certo e’ che per loro la vita ha dispensato poca gioia… ci sara’ bisogno di cento altre maria teresa di caluctta prima che questo angolo di mondo possa avere un minimo di uguaglianza.

    Vado a mangiare… riso ovviamente.

    Un pensiero per tutti

    Vostro Gabri

  • Vita quotidiana ed emozioni uniche

    Cari,

    Dalla mia ultima lettera, I giorni hanno cominciato a scorrere molto velocemente, questa settimana e’ passata senza che me ne accorgessi. Nella scatola dei ricordi di queste poche ore ci sono cosi tanti dettagli indimenticabili che non so da dove cominciare, anzi lo so. Iniziero’ da ieri, quando per l’assenza di volontari medici ho deciso di accettare l’invito di quei pochi studenti di medicina presenti e di andare alla clinica di Tegharia a pochi minuti dalla sede dell’ Institute for Indian Mother and Child.

    Qualche tempo fa, chiesi chiarimenti a dei laureandi in medicina su come si misura la pressione e qual e’ il suo significato. Dopo qualche spiegazione teorica ho chiesto di potere provare a misurarla io stesso su uno di loro con tanto di sfigmanometro e stetoscopio. Incredibile si puo sentire il suono del sangue che scorre nelle vene al diminuire della pressione del bracciale che si gonfia attorno al braccio. “Quando inizia a sentire qualcosa puoi segnare la pressione massima, mentre quando non senti piu nulla, bhe la lancetta sta segnando la minima”. Mi sono gasata un sacco e non vedevo l’ora di poter misurare la pressione a qualcun altro.

    Cosi, ieri mi hanno detto: “Oggi ci saranno tantissimi pazienti e pochi infermieri, perche non vieni con noi?” Emozionato per la nuova esperienza prendo un paio di guanti di plastica e mi incammino con loro verso la neonata clinica. All’inizio i pazienti erano pochi e cosi tutti molto premurosamente mi facevano vedere come lavare le parti infette da funghi o altre infezioni e come preparare inizioni di vaccini e altre sostanze. Ero sicuro che avrei solo misurato pressioni e l’idea di mettere un ago nel sedere di qualcuno mi intimoriva troppo.

    Dopo poco piu’ di un ora i pazienti si moltiplicano e mi passano cartello cliniche a destra e sinistra. Maddalena una volontaria italiana mi dice: “Dai devi usare la stessa combinazione di creme e disinfettanti che sto usando io, cosi puoi fare il “dressing’ a questo bimbo”. Il dressing significa passare le parti di pelle infette del paziente con un lozione bianca, poi una rossa e inifine con la crema fungicida o gli steroidi. Incaricato di tale compito mi ringalluzzisco e inizio a strofinare il piccolo principino di fronte a me che mi guarda con aria titubante. Un po di solletico, qualche sorriso da ebete dei miei e si fa pacioccare tutto, in cinque minuti ho finito. Mi sento di avere fatto qualcosa di buono e ne percepisco subito i risultati, e’ bellissimo.

    Il meglio pero’ e’ venuto quando mi hanno hanno fatto preparare una siringa di B-complex e mi hanno detto: “Dai questa la fai tu”. Gia’ per due volte avevo rifiutato chiedendo di potere vedere ancora la procedura, io non volevo fare male a nessuno. Questa volta mi dico e’ quella buona, ripasso i vari passaggi: niente bolle nella siringa, alcool sul cotone, prendo le misure dalla spina eliaca antero superiore (me lo hanno ricordato poco fa) con il pollice… la puntura deve essere fatta tra il dito indice e quello medio… disinfetto e con le mani  abbastanza tremolanti deglutisco sgrano gli occhi e… metto tutto l’ago nella chiappa del malcapitato!!! Adesso non c’e tempo da perdere mi sembrava di fare un operazione chirurgica complicatissima, aspiro per controllare di non aver preso nessun arteria, non esce sangue quindi posso iniettare. Lentamente il liquido scende, il tempo scorre lento ma finalmente e’ il momento di togliere l’ago. Col batuffolo di cotone sfilo velocemente il tutto guardo il paziente che con occhi piu rilassati, annuisce alla mia domanda: Bhalo?!?!(tutto bene in bengali). Massaggio un po’ la parte dolente e guarda la mia maestra Madda super emozionato le dico: HO FATTO UNA INIEZIONE!!!!!

    A qualcuno sembrera esagerato il mio entusiasmo ma e’ stato una giornata bellissima quella di ieri, fatto di occhi intimoriti e speranzosi fatta di mani strette e di sguardi rassicuranti per fare passare la paura degli aghi e dei disinfettanti. Che cosa fantstica, ho persino pensato che forse dovevo fare medicina!!! AHAH non preoccupatevi non ho cosi tanta voglia di studiare per altri 12 anni. Comunque ho capito come il mestiere del dottore sia bellissimo e gratificante per il rapporto diretto con il paziente e il riscontro quesi immediato del bene fatto.

    Detto questo, posso dirvi che il Mio lavoro qui procede al meglio. Ho finito di preparare le statistiche dell’ ultimo trimestre, io pensavo che statistica fosse solo una tortura per gli studenti di economia ma in realta serve ed e’ anche molto interessante preparare dati sui costi e i benefici quando li devi poi utilizzare in una riunione per decidere l’opportunita’ o meno dell’adozione di un software per la gestione del microcredito. La mia prima conferenza telefonica e’ stato gratificante per la partecipazione che ho potuto dare ma deludente dal punto di vista dell esito della trattativa. Io, Renuad (il programmatore dell Organizzazione) e Apurba (il financial manager) abbiamo discusso per circa un ora al telefono con un manager dell’ IBM sui vantaggi di Fino, un programma di ultima generazione per la gestione del microcredito. Nonostante le caratteristiche del prodotto fossero fantastiche e rispondenti esattamente a cio’ di cui abbiamo bisogno per fermare ogni tipo di irregolarita’ all interno delle nostro cinque filiali, il prezzo si e’ rivelato essere esorbitante. Circa 60000 Euro che potrebbero essere impegnati in moltissimi nuovi prestiti. La difficolta’ piu’ grande che ci troviamo ad affrontare ora e’: quanto sia opportuno rendere migliori e piu sicuri i servizi attuali oppure estendere questi servizi ad un maggiore numero di persone. Spero tra qualche tempo di trovare una risposta tra tutti questi numeri, ma credo che l’aiuto piu importante me lo stiano dando le testimonianze delle madri aiutate con i prestiti dell’ IIMC, che ora sono autosufficienti.

    La cornice quotidiana scorre piacevolmente anche se qualche volta mi piacerebbe che l’acqua della doccia fosse almeno un po tiepida. Neanche la doccia fredda e’ poi cosi male, dopo qualche minuti ci si abitua e la si apprezza. Il primo bucato a mano della mia vita e’ stato duro ed ora capisco perche le donne di una volta erano cosi robuste. Ho sudato sette camice per lavare un paio di jeans qualche maglietta e cinque mutande. Ma quando erano stesi sui file che reggono le tre reti anti zanzare della mia stanze, ero molto orgoglioso del mio lavoro.

    Sempre in settimana ho visitato un consiglio di donne contro le violenze domestiche. E’ stata un’ esperienza molto forte ascoltare alcune loro storie intanto che coraggiosamente mantenevano la testa alta nonostante i segni della bestialita’ dei propri mariti attorno ai loro occhi. Al termine dei loro interventi, mi hanno chiesto di dire qualcosa come che fosse per loro fonte d’ispirazione. Non c’era nulla che potessi dire che desse loro piu forza di quella che gia non hanno. Come ha detto Natalie,  la ragazza Belga che era con me, non siamo noi a dare loro ispirazione ma loro con tutta la determinazione che hanno a ispirare il nostro lavoro.

    Io in compenso ho parlato di un progetto di cui mi sono occupato in Marocco: Il teatro comunitario. Principalmente e’ uno sketch teatrale di 15 minuti in cui si performa una situazione critica per la comunita’. Nel nostro caso credo la priorita’ siano appunto le violenze sulle donne. Dopo la performance, un moderatore fa interagire il pubblico, che dovrebbe essere composto da tutto il villaggio, all’interno dello spettacolo. Ovviamente lo scopo del progetto e’ creare piu consapevolezza nella popolazione locale su quanto certi comportamenti siano sbagliati e vadano combattuti ad ogni costo. Vi risparmio la mia retorica sull’importanza della donna altrimenti non finisco piu. Pero’ la proposta ha avuto successo anche presso il direttore del nostro centro, quindi non vedo l’ora di organizzare il tutto.

    Questa sera parto per Puri, una citta’ sacra a 9 ore di treno verso Sud, sono emozionato per il mio primo viaggio Indiano. Ora lascio la clinica e mi avviero tra lo smog che si taglia col coltello e come sempre mi lasciero incantare dalle mille attivita’ che questo popolo svogle sempre al margine della strada, quasi a voler manifestare un forte desiderio di essere sempre coinvolti. La strada alla fine dei conti e’ il luogo dove tutto accade e dove tutto deve passare per forza.

    Mi mettono fretta per andare.

    Un forte abbraccio a tutti

    Gabri

  • India, villaggi e sorrisi

    Cari,

    Sono passati solo 5 giorni dal mio arrivo in India, e l’ammontare di cose viste e fatte e’ strabordante. India e’ ben rappresentata dal numero della sua popolazione, ti investe nella piena di un fiume pieno di emozioni, colori, sorrisi, occhiate, canzoni e suoni che necessita’ tempo per essere, non capito, ma quantomeno percepito.

    Ogni volta che posso colgo l’occasione per scrivere, stasera mi sono fermato alla clinica perché, con l’equipe del microcredito abbiamo portato I prestiti in un remotissimo villaggio a Nord di Calcutta, quindi sono solo e ho un computer. Il viaggio di oggi e’ stato stupendo, purtroppo ho qualche difficoltà’ a ricordare I nomi dei miei compagni di viaggio che erano tutti bengalesi, l’unico che ricordo e’ Ipshita perché la conoscevo già’.

    Partiti verso l una e mezzo, alla mia richiesta sulla distanza del villaggio mi rispondono che e’ abbastanza vicino. Dopo due ore di guida Indiana: ovvero a specchietti chiusi e attaccati al clacson per farci largo tra la giungla di smog arriviamo nella giungla Bengalese e veniamo accolti molto calorosamente. Prevalentemente ci sono donne ad aspettarci ma anche qualche uomo si e’ guadagnato risparmiando il suo prestito.

    Mi fanno sedere sulla sedia più’ grande dietro ad una scrivania in legno. Qualche convenevole e poi tutti voltano gli occhi su di me. Gabriele adesso e’ il momento del tuo discorso!!! Ehm… nessuno me lo aveva detto, pero’ dopo qualche secondo di incertezza l’unicità’ della situazione e un po di narcisismo hanno preso il sopravvento. Mi alzo in piedi: Namaskar (Saluto Bengalese) e attacco a parlare finche non ritengo di cadere nel banale dell importanza del microcredito: per le donne, I bambini, il potenziale della comunità’ e via dicendo. Dopo essere caduto nel baratro della retorica, ho semplicemente detto loro che mi auguro di essere in grado di raccontare nel mio paese tutta l’energia e la voglia di migliorare che I loro stupendi occhi neri mi comunicavano.

    Dopo le foto di rito in cui si consegnavano I prestiti (di 2000 rupie ~ 30 Euro), attirano la mia attenzione dei ragazzi che giocano a Cricket, non sono proprio degli assi, ma si divertono un sacco e ci sorridiamo a vicenda. Avrei voluto giocare ma vengo richiamato per il pranzo. Una squisitezza di spezie e patate con un pane simile ai nostri gnocchi fritti. Senza parlare poi dei dolci che erano qualcosa di sublime.

    Alla fine di tutto ciò, qualche scherzo con I bimbi, I cui occhi e I cui sorrisi mi facevano lievitare di gioia, vado in bagno prima della partenza. Così, scopro un nuovo modello di toilette persino più minimal di quelle marocchine. C’e’ da ammettere che I designer rurali amino reinventarsi: dopo avere preso l acqua (per lo sciacquone) dalla pompa sotterranea (si proprio quelle dei film d’epoca) apro la porta e trovo Quattro mattoni l’uno distante dall’altro di 15 cm e un buco di 6 cm di diametro nell angolo destro dello stanzino. Fortunatamente dovevo fare solo (little toilet come dicono loro) senno penso che non ci sarebbe passato e sarei stato un po in imbarazzo.

    Prima di tornare abbiamo visitato la terra su cui potrebbe ipoteticamente sorgere la nuova filiale del microcredito. Ho tralasciato di elencarvi le regole del microcredito, ma per chi e’ interessato sarò’ più che felice di mettervene a parte al mio ritorno.

    Tornando con la jeep, mi sono appisolato e al mio risveglio si e’ cantato nella buia campagna fino a casa. E’ stato bellissimo vedere degli adulti sapersi ancora divertire in modo così semplice. L’apice si e’ raggiunto quando io ho cantato in italiano e quando ho iniziato a ripetere I ritornelli in Bengalese.

    Mi piacerebbe raccontarvi delle altre persone che ho incontrato ma non andrei più a dormire. Tutti I volontari sono persone interessanti e gli indiani che lavorano qui molto gentili. Quello con cui ho cenato oggi e’ un poeta, e con grande convinzione mi ha recitato qualche suo verso sul divino… brava gente questa con grande spiritualità’.

    Poco fa ho dato la buona notte ai bimbi che stanno sempre qui alla clinica e che adoro. Prevalentemente bambine hanno degli occhi in cui puoi vedere tutto il bello del mondo, nonostante non siano state proprio fortunate. Mi hanno mostrato con entusiasmo le stelle fluorescenti che solo ieri avevo montato loro con l aiuto di due altre volontarie. Ero così contento ogni volta che le prendevo in braccio per fargliene appiccicare una, perché’ pensavo che avrebbero potuto addormentarsi guardandole… e dato che mi sembrano tutti dei piccoli principi o delle piccole principesse immaginavo che bei sogni potessero fare.

    E’ stato bellissimo andare sul tetto con loro giocavamo come si poteva… aiutare a camminare Suad e’ stato emozionante fino a che a raggiunto il bordo del tetto e ha guardato il cielo e la verde periferia di Calcutta… li mi sono proprio commosso. Per finire una bimba da dietro urla Dakho Dakho Guli Guli!!!! (Guarda guarda gli aquiloni) Aquiloni colorati volteggiavano in cielo e una coppia di loro si sfidava a duello… che splendore … nel tramonto indiano!!

    Ora vado a nanna, grazie a Dio qualche volontario ha lasciato l antizanzare e la rete da montare sopra il letto… qui tra ranocchi, topastri, zanzarelle e ragnucoli… non vorrei risvegliarmi con uno sul naso. Anche perché sarebbe spiacevole per entrambi.

    Vi abbraccio tutti.

    Vostro Gabri

    P.S: Ho dimenticato di dire che ieri con un volontario svizzero abbiamo cucinato pasta all arrabbiata per 80 persone!!! Dopo qualche titubanza… e’ piaciuta un sacco!!!

  • Prime impressioni da Calcutta

    Prime impressioni da Calcutta

    mercoledì 9 luglio 2008

    Cari tutti,

    Dopo un lunghissimo viaggio sono finalmente arrivato a Calcutta. I voli sono passati piacevolmente, anche se con l’aria condizionata a temperature invernali, mi sono gustato gli ottimi pasti con annesso buon vino gentilemente offerto da Air France. Finalmente dopo mesi di esami ho avuto tempo per leggere i miei libri. Ultime letture che consiglio a tutti: La crociata dei Bambini di Vonnengut e Il Piccolo Principe che con vergogna ammetto di non aver mai letto. Quest’ultimo e’ un libro davvero speciale e gli occhi dei bambini che vedo per strada ne testimoniano la verita’.

    I primi incontri indiani sono stati molto interessanti, durante la nottata all’aeroporto di Delhi ho incontrato un giovane monaco buddista che studia in Birmania. Abbiamo fatto una bellissima chiaccherata inter religiosa e lui mi ha spiegato il cerchio della vita con qualche metafora prendendo spunto dagli europei da cui era stato inivitato. Credo che sia molto bello incontrare dei compagni di viaggio e fidarsi di loro solo per quelle belle ma poche parole spese iniseme.

    Arrivato a Calcutta dopo due giorni di viaggio… inutilmente mi guardo in giro per trovare il mio nome tra i vari cartelli. Si erano dimenticati di me, o meglio io avrei dovuto assicurarmi che la mia e mail con i dettagli del volo fosse stata ricevuta. Dato che non l ho fatto, ho preso un pittoresco taxi giallo modello Ambassador Classic e mi sono immerso nel traffico pazzesco di Calcutta. E’ qualcosa a cui non puoi credere se non la vedi, non c’e’ secondo in cui qualcuno non stia suonando il clacson, i guidatori si fanno spazio a gomitate in fiume che avanza e si arresta in continuazione. Curiosamente ogni volta che ci fermavamo il tassista spegneva il motore 🙂 Dopo essermi appisolato a causa della stanchezza e del caldo piu’ umido che si possa immaginare, un colpo forte in testa mi ha svegliato. Era solo una buca che mi ha permesso di ammirare le mille attivita’ di strada di questa citta’ curiosa e incredibilemente dinamica. Quando il tassista si e’ stufato di cercare il mio indirizzo gli ho detto di non preoccuparsi ed emozionato come non mai mi sono buttato nelle strade alla ricerca del numero 28 di golf club road. Ovviamnete i numeri hanno una disposizione che tutt ora non ho interpretato ma dopo qualche tentativo mi hanno inidirizzato correttamente alla gueat house dell Inidan Instiute for mother and child.

    I custode Sunil mi ha aperto un po sospettoso. Appurata la mia identita’ siamo subito diventati amici e dopo avere fatto un pisolino mi ha offerto gentilemente un piatto squisito di riso soffiato latte e zucchero. Il pomeriggio e’ passato veloce leggendo e scambiando qualche sorridente parola con Sunil che parla poco inglese e sempre in terza persona… e’ buffo ma molto buono e gentile. Ad un certo punto ho anche assistito alle sue preghiere a Kalhi la dea madre!!

    Bene, i pensieri sono molti ma sono venuto qui per lavorare ed e’ tempo che cominci, fuori ha appena smesso di piovere e i miei piedi sono gia’ asciutti… i sandali si asciugano molto piu in fretta delle scarpe e con questi monsoni e’ meglio stare a piedi nudi… ci si sente anche piu indiani.

    Penso a ciascuno di voi! La prossima lettera sara’ piu’ ricca di opinioni che avro modo di farmi nei gironi a venire

    Un abbraccio Vostro Gabri

  • Lettera Aperta dal Marocco

    Lettera Aperta dal Marocco

    mercoledì 12 settembre 2007

    Cari Tutti,

    Innanzitutto è bene che mi scusi per questo prolungato silenzio, ho tuttavia una buona attenuante: resistere alle meraviglie del Marocco non e’ cosa semplice e la vita da studente in scambio non solo è molto, molto divertente ma anche occupatissima. Sono qui da più’ di due settimane, mi sembra ne sia passata nemmeno una. Il campus universitario assomiglia molto più’ alla Svizzera che non a un paese africano, e’ curatissimo partendo dai giardini fino alle strutture sportive (due volte alla settimana vado a nuotare, nella piscina più grande che abbia mai visto). Tutti gli studenti vivono qui, si fa una vita molto comunitaria e che ci crediate o no ogni giorno faccio gl’innumerevoli compiti che mi assegnano i 5 corsi che sto seguendo: Theories and Models of International relations; Economic Developement in Middle East; Beginning Arabic; Seminar in International Management e Finance Intermediation … ve li ho scritti in ordine di preferenza! Essendo classi molto più’ ristrette di quelle italiane, c’e’ molta possibilità di confronto tra le idee di noi studenti e quelle del professore. Per concludere il noioso tema studio; il metodo americano adottato qui, e’ riuscito a farmi “saltare addosso” la voglia di fare i compiti ogni giorno, cosa in cui il sistema italiano ha miseramente fallito per più di 21 anni:-)

    Passando a temi più interessanti… Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più di quanto sia stato fortunato a finire quaggiù nel reame marocchino. Non passa giorno in cui non impari nuove cose da una cultura diversissima e da una religione che e’ in realtà molto più simile alla nostra di quanto non si pensi. Ogni profeta cristiano viene riconosciuto dalla religione islamica, gli unici due profeti che non hanno compiuto errore alcuno sono stati Gesu’ e Maometto. I principi guida di queste due fedi sono quasi adiacenti: amore, comprensione, solidarietà’, miglioramento del proprio spirito tramite la preghiera e i fatti… Le poche divergenze mi sembra di capire siano frutto di decisione politiche posteriori, generate dai differenti contesti: Europeo e Arabo. Paradossalmente abbiamo in comune anche l’ipocrisia di chi predica bene e razzola male, che, bisogna riconoscere essere più alto nei paesi musulmani in quanto il loro livello di conservatorismo e’ pari al nostro di almeno 100 anni fa. Nell’ultimo giorno il Corano narra che dei due profeti Sara’ Gesù a cedere il passo a Maometto perché entri primo nel regno dei cieli, non ho ancora scoperto il perché, ad ogni modo mi pare in linea con gli insegnamenti di Gesù: “gli ultimi saranno i primi”. Giacche’ mi sono addentrato nel tema religioso… vi posso dire che le messe qui sono davvero molto emozionanti, credo sia dovuto al fatto che I cristiani che vivono qui sono praticamente lo 0,1%, in un paese che non riconosce legalmente altro credo se non quello islamico, la loro fede mi sembra incrollabile. Ho avuto l’onore di assistere alla messa di un padre francescano (uno dei tre di tutta la regione) che aveva davvero qualcosa di speciale nel volgere lo sguardo al cielo, tralascio I tanti km che ognuno dei partecipanti alla funzione deve fare per raggiungere questa chiesetta.

    Negli ultimi due weekend ho visitato Meknes, Tanger e Asilah; senza nulla togliere alle bellezze della prima e della terza, Tangeri mi ha profondamente colpito per la sua atmosfera magica, quella città ha qualcosa di inafferrabile, probabilmente a causa del suo passato di terra di nessuno in cui tutto (o quasi) era consentito… voglio tornarci e spenderci qualche giorno. Venerdì e’ il giorno della messa per I musulmani, grazie ad un mio amico sono riuscito ad entrare nella Moschea Antica, avendo rispettato tutti I rituali di purificazione del corpo e di prostrazione nella preghiera nessuno mi ha detto nulla, e così ho ammirato la loro “messa”. Sempre a tangeri ho scovato una chiesetta delle sorelle di madre Teresa di Calcutta, abbiamo bussato alla porta, ci hanno aperto e abbiamo giocato con I tanti bambini che la chiesa ospitava, questo paese dispensa innumerevoli medicine per lo spirito! Vi lascio solo immaginare l’emozione che provavo nel dormire nella stessa via dove I grandi della beat generation erano soliti risiedere, parlo di William Burroughs, Jack Kerouac…

    Affacciandomi dalla mia piccola, umile e accogliente stanzetta condivisa con I compagni di viaggio potevo vedere la Spagna (che molti marocchini sognano ad occhi aperti fumando il kif in attesa del giorno giusto per raggiungerla). Quanta storia e quante leggende in quello stretto delimitato dalle mitiche colonne d’Ercole. Abbassando lo sguardo invece, mi scontravo con la dura realtà marocchina, gruppi di bambini ammucchiati riposavano con espressione innocente, qualcuno, troppo affamato per dormire, faceva ciò che tutti gli altri fanno quando sono svegli: sniffare colla per non sentire fame, dolore, freddo, tristezza, abbandono…

    La miseria molto spesso e’ quasi inguardabile per noi occidentali, ci sciocca al principio poi diventiamo cinici e ammettiamo che faccia parte della vita. Mi risparmio ulteriori moralismi, avendo la consapevolezza e il desiderio di lavorare nella mia vita affinché questi bambini, questi vecchi mutilati e anoressici e queste donne di strada con bimbi a carico possano un giorno avere delle condizioni di vita migliori.

    Addirittura il viaggio in treno e’ un gran divertimento in questo paese, sempre qualche personaggio interessante con cui chiacchierare, arrangiandosi in una babilonia di lingue. Grandi risate cantando qualche canzone italiane, e discreti banchetti, perché tutto ciò che si consuma viene offerto ai presenti: noccioline, pane, caramelle, kif, acqua, tabacco, dolciumi (che qui sono squisiti)… e intanto gli eterogenei paesaggi del Marocco passano sinuosamente davanti ai miei occhi accompagnati da tramonti di un colore mai visto.

    L’università ha anche un club di teatro di cui ovviamente faccio parte, le premesse sono molto buone spero di imparare molto con loro… e chissà forse di andare al festival teatrale di Casablanca.

    Ora torno sui libri, questo week end sarà più corto dell’ altro per cui credo che andrò a farmi un bel trekking sulle montagne circostanti.

    Vi abbraccio tutti e sappiate che vi ricordo sempre, ciascuno ha il suo momento personale nella mio cuoricino.

    Mi aspetto che mi rispondiate, raccontandomi di voi in modo da potervi poi rispondere singolarmente.

    Vostro

    Gabriele