Cronache quasi ordinarie e sogni colorati

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Cari,

Scrivervi I pensieri e le impressioni che vivo durante questo mio viaggio sta diventando sempre più bello, non avrei mai pensato di avere questa costanza nello scrivere. Eppure, fino ad ora sembra funzionare, credo pero’ che sia tutto merito delle meraviglie che passano sotto I miei occhi costantemente e sopratutto penso che sia merito dei vostri incoraggiamenti. Perciò Grazie a tutti di trovare il tempo per leggere queste lettere.

Anche questi giorni sono passati velocemente e sono stati piuttosto intensi.  Dal momento che di stranieri ce ne sono pochi a Calcutta, quei pochi che ci sono non passano inosservati. Guarda caso un regista di spot pubblicitari, apparentemente famoso, vive vicino alla nostra Guest House e avendoci notati, ha chiesto al fondatore dell Institue for Indian Mother & Child (per cui sto lavorando) se alcuni di noi potevano fargli da attori nello spot che doveva girare per la prossima aperture del Global Book Store di Calcutta. Ovviamente appena il Dr. Sujit mi ha comunicato la cosa, mi sono fatto carico di organizzare tutti gli incontri del caso e Domenica pomeriggio alle tre, un autista ci stava aspettando per portarci agli Studios cinematografici. Abbastanza emozionato entro nello Studio che dall’esterno non sembra essere così grande come invece si e’ rivelato all interno. L’aria condizionata e’ così forte che quasi stordisce, ma sarà anche dovuto al fatto che Domenica era davvero caldo. Nel giro di qualche minuto, dopo aver contemplato luci e macchinari indiani, non propriamente all avanguardia ma molto affascinanti ci viene chiesto di andare nei camerini per metterci I costume. Lo spot veniva girato su sfondo verde per poi inserire le nostre immagini al computer negli ambienti desiderati… gli sfondi erano svariati… Grecia, Spagna, Italia, Inghilterra, Tibet…e noi dovevamo vestirci con gli abiti tradizionali. E’ stato davvero divertente, e tutti erano al nostro servizio come veri attori, ci portavano il te, qualche sandwich e sopratutto ogni tanto compariva il truccatore o il costumista per darci una ritoccatina! Veniva quasi la pelle d’oca a sentire urlare ACTION e poi il rumore della pellicola 35mm girare dietro la macchina da presa; insomma finire su pellicola non e’ cosa da niente. Per finire, ho dovuto anche fare la parte del suonatore di mandolino sulla gondola di due innamorati che invece di baciarsi leggevano libri (senno che pubblicità per librerie era), fortuna volle che un amico norvegese mi aveva appena insegnato la canzone That’s amore… quindi appena ho sentito il crepitio della pellicola ho attaccato: When the moon hits the sky like a big pizza pie, That’s amoreee, ovviamente le stonature hanno destato ilarità generale. Insomma molto divertente, aspetto di vedere il prodotto finito. Intanto questa e’ già la seconda volta che finisco con gli altri volontari sulla TV Indiana contando l’intervista fatta al tempio del sole!

Prima di questa piccola parentesi di celebrità ci siamo fatti scarrozzare dall’autista dell IIMC a fare un giro di Calcutta, prima tappa forse la più bella per me: la sede della missione di Madre Teresa di Calcutta. E’ stato molto emozionante parlare con le sorelle dell’ordine e assorbire l entusiasmo che emanavano dai loro sguardi e dalle loro parole. Ciò che mi ha colpito di più e’ stata l’intensità con cui affermavano che Madre Teresa accoglieva allo stesso modo I Capi di Stato che le venivano a fare visita e I lebbrosi che lei andava a visitare per strada. Inoltre vedere la sua stanza mi ha fatto capire quanta coerenza, e quanto amore possano avere certe persone: Teresa ha vissuto tutta la sua vita in una stanza poco più  grande del letto di legno grezzo e del tavolo su cui mangiava e scriveva lettera a tutto il mondo. E’ incredibile quello che ha creato una donna così piccola fuori e così immensamente grande dentro.

Il tour poi e’ continuato tra vari templi e ho anche preso l occasione per bagnarmi I piedi e la testa nel Gange… I bimbi me lo hanno quasi imposto… eh senno non vai in paradiso!

Altra vista interessante e’ stata quella alla missine di RamnaKrishna che si base su un ideale di dialogo interreligioso, Swamiji Vivekanenda uno dei suoi fondatori e’ stato il più importante riformatore sociale dell India. Era solito dire: Tutto il potere sta dentro di te, tu puoi fare tutto e niente. Credi in questo, non credere che tu sia debole. Alzati ed esprimi la divinità che sta dentro di te. Con la traduzione la magia della frase ha perso ma il messaggio e’ quello. Infine siamo stati al giardino botanico che ospita il più grande albero Banyan del mondo; questo tipo di albero invece che sviluppare un grande tronco principale, col tempo cala dai suoi rami delle radici che entrano nella terra e si trasformano in tronchi di supporto. Per cui questa pianta vecchissima non sembrava più un albero ma assomigliava piuttosto ad un affascinante e misteriosa foresta.

Sempre Vivekananda era solito ispirarsi a questo albero e dire ai suoi discepoli: Siate come il banyan tree, non abbiate un idea egoista ma servite le persone.

Anche Sabato e’ stata una giornata stupenda. Abbiamo visitato un villaggio in cui il progetto e’ presente ed e’ stato incredibile, come sempre, stare li seduto sul pavimento della casa più bella del villaggio che tuttavia e’ fatto di fango, circondato dagli occhi meravigliati di tutti. Abbiamo fatto anche una piccola interrogazione a qualche madre chiedendo cosa fare in caso di diarrea e tutte erano preparate sulla proporzione di sale e di zucchero da mettere nell acqua bollita. Poi i mille colori dei loro Sari che ondeggiavano e i piccoli di pochi mesi che piangono e smettono appena li prendi in braccio… Un mamma mi ha chiesto se non ci sono bambini al mio paese dato che siamo così delicati e amorevoli e probabilmente impacciati nel maneggiarli. La serata invece e’ stata una piacevolissima sorpresa in cui un amico di un mio amico ci ha invitati a casa di un terzo amico perché la sua ‘band’ suonava musica Baul tipica del West Bengala, strumenti stranissimi che producevano melodia meravigliosa in una stanza dalla luce soffusa tutti gli spettatori non potevano che lasciarsi rapire dalle note e dalla voce dei musicisti. E’ una musica che ti trasporta assomiglia al flamenco ma sa più di giungla, sa più di libertà.

Quindi ora ho un amico che non vede l’ora di portarmi a teatro e io non aspetto altro che scoprire gli spettacoli indiani.

Alla fine a furia di fare l’arrogante invincibile a qualsiasi tipo di virus e malattia, dopo aver tirato un po troppo la corda nel provare tutto ciò che mi dicevano che forse non era il caso che mangiassi… anche io mi son preso un bell avvelenamento e ho passato quasi 24 ore di agonia e vomito. Sembrerà una scemenza scontata ma solo ieri ho realizzato quanto e’ brutto stare così male da non riuscire neanche a stare sdraiato, pero dalla mia finestra potevo vedere il cielo che diventava sempre più azzurro dopo il monsone… e poi nel giro di un giorno mi sono rimesso a nuovo quindi direi che e’ stato positivo anche questo piccolo imprevisto… in cui per la prima volta da che viaggio ho veramente voluto essere a casa tra le mie montagne!!!

Oggi sono partiti gli ultimi volontari medici del vecchio turno, loro si fermano solo un mese. Un po sono triste perché’ se ne vanno e mi mancheranno, in compenso ho tanto bei ricordi con loro. Stamattina ho fatto da guida ai primi nuovi volontari arrivati che sono un po disorientati, e li ho portati a visitare una scuola. La suddetta cade a pezzi e i bimbi siedono per terra su teli sintetici, le maestre prendono sono volontarie e prendono a malapena 5 euro al mese per le spese di trasporto.

L IIMC ha deciso di mantenere la scuola e costruire una struttura migliore poco distante costo dell opera 10000 Euro… chissà che quando torno in Italia non riesco a racimolare qualche spicciolo!!!

Ho anche fatto piangere un bimbo che per la prima volta vedeva una persona bianca, gli ho messo il mio cappello in testa e lui giù a piangere ovviamente l amico che aveva a fianco ho pensato bene che fosse un ottimo motivo per piangere anche lui. Ma per fortuna il piagnisteo si e’ circoscritto a loro due.

Sulla via del ritorno mi sono incantato ad ammirare quanti tipi di verde diversi possano esistere al mondo. Se solo poteste immaginare quanto e’ luminoso il verde delle piante di riso su cui si infrange il sole al tramonto, poi alzando un poco lo sguardo c’e’ il verde più serioso delle foglie di banane e poi ci sono le palme che con il loro verde scuro fanno la guardia alla foresta. Alla fine non puoi non sorridere quando alzando ancora un poco gli occhi vedi un cielo così azzurro che ti abbraccia. Ogni volta mi sembra bello come un quadro … ma lo e’ molto, molto di più… dovreste vederlo coi vostri occhi per credermi.

Un abbraccio

Gabri

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