mercoledì 9 luglio 2008
Cari tutti,
Dopo un lunghissimo viaggio sono finalmente arrivato a Calcutta. I voli sono passati piacevolmente, anche se con l’aria condizionata a temperature invernali, mi sono gustato gli ottimi pasti con annesso buon vino gentilemente offerto da Air France. Finalmente dopo mesi di esami ho avuto tempo per leggere i miei libri. Ultime letture che consiglio a tutti: La crociata dei Bambini di Vonnengut e Il Piccolo Principe che con vergogna ammetto di non aver mai letto. Quest’ultimo e’ un libro davvero speciale e gli occhi dei bambini che vedo per strada ne testimoniano la verita’.
I primi incontri indiani sono stati molto interessanti, durante la nottata all’aeroporto di Delhi ho incontrato un giovane monaco buddista che studia in Birmania. Abbiamo fatto una bellissima chiaccherata inter religiosa e lui mi ha spiegato il cerchio della vita con qualche metafora prendendo spunto dagli europei da cui era stato inivitato. Credo che sia molto bello incontrare dei compagni di viaggio e fidarsi di loro solo per quelle belle ma poche parole spese iniseme.
Arrivato a Calcutta dopo due giorni di viaggio… inutilmente mi guardo in giro per trovare il mio nome tra i vari cartelli. Si erano dimenticati di me, o meglio io avrei dovuto assicurarmi che la mia e mail con i dettagli del volo fosse stata ricevuta. Dato che non l ho fatto, ho preso un pittoresco taxi giallo modello Ambassador Classic e mi sono immerso nel traffico pazzesco di Calcutta. E’ qualcosa a cui non puoi credere se non la vedi, non c’e’ secondo in cui qualcuno non stia suonando il clacson, i guidatori si fanno spazio a gomitate in fiume che avanza e si arresta in continuazione. Curiosamente ogni volta che ci fermavamo il tassista spegneva il motore 🙂 Dopo essermi appisolato a causa della stanchezza e del caldo piu’ umido che si possa immaginare, un colpo forte in testa mi ha svegliato. Era solo una buca che mi ha permesso di ammirare le mille attivita’ di strada di questa citta’ curiosa e incredibilemente dinamica. Quando il tassista si e’ stufato di cercare il mio indirizzo gli ho detto di non preoccuparsi ed emozionato come non mai mi sono buttato nelle strade alla ricerca del numero 28 di golf club road. Ovviamnete i numeri hanno una disposizione che tutt ora non ho interpretato ma dopo qualche tentativo mi hanno inidirizzato correttamente alla gueat house dell Inidan Instiute for mother and child.
I custode Sunil mi ha aperto un po sospettoso. Appurata la mia identita’ siamo subito diventati amici e dopo avere fatto un pisolino mi ha offerto gentilemente un piatto squisito di riso soffiato latte e zucchero. Il pomeriggio e’ passato veloce leggendo e scambiando qualche sorridente parola con Sunil che parla poco inglese e sempre in terza persona… e’ buffo ma molto buono e gentile. Ad un certo punto ho anche assistito alle sue preghiere a Kalhi la dea madre!!
Bene, i pensieri sono molti ma sono venuto qui per lavorare ed e’ tempo che cominci, fuori ha appena smesso di piovere e i miei piedi sono gia’ asciutti… i sandali si asciugano molto piu in fretta delle scarpe e con questi monsoni e’ meglio stare a piedi nudi… ci si sente anche piu indiani.
Penso a ciascuno di voi! La prossima lettera sara’ piu’ ricca di opinioni che avro modo di farmi nei gironi a venire
Un abbraccio Vostro Gabri

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