Ultima sera a Calcutta

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Cari,

Due mesi e mezzo sono passati e questa e’ la mia ultima sera a Calcutta. Avrei voluto scrivere di molte altre cose, ma gli ultimi ritocchi alla tesi e dei febbroni che non se ne volevano andare mi hanno prevenuto dal farlo.

Vi avevo lasciato nell’ultima lettera, dicendovi che sarei andato alla citta’ santa di Varanasi, cosi e’ stato. Un luogo magico dove in centinaia vanno per morire, dove tutto il giorno e tutta la notte i corpi bruciano ed evaporano verso il cielo in un atmosfera di liberazione quasi gioiosa. Mi hanno detto di guardare la cremazione perche da essa si impara. Ho fissato un corpo annientarsi verso il cielo per quasi mezz’ora, i dettagli sarebbero macabri, nel frattempo pensavo a come fosse possibile per un uomo accettare di non esserci piu di sapere che le proprie membra si accartoccieranno tra loro stesse ne piu ne meno della legna che alimenta la fiamma. Scientille verso il cielo, cenere verso il gange. E dentro di me un po di angoscia limitata dal clima che rassicura senza ombra di dubbio: la fine e’ un nuovo inizio.

Varanasi e’ meravigliosa per la spiritualita’ che traspare da ogni sua viuzza. Dalla terrazza del nostro ostello abbiamo visto la prima alba ma il secondo giorno abbiamo deciso di trovare un barcaiolo che ci trasportasse sul gange durante il sorgere del sole. Raggiungere il barcaiolo prima dell alba si e’ rivelato un impresa non poco sinistra. Trovare la via dei Ghat (moli) tra viuzze poco piu larghe di un metro, popolate da vacche e tori di ogni razza, cani poco socievoli e spettri accovacciati di fronte ad una candele che ne illuminava la sagoma… tutto questo mi trovavo davanti nel far credere ai miei due compagni di viaggio che sapevo benissimo dove stavo andando. Dopo la cattiva esperienza con una scimmia il giorno prima che ha tentato di mordermi solo perche volevo insegnarle ad aprire un rubinetto… e’ bastato il ringhio di un cane per farmi saltare per aria ed esclamare NO NO NO dobbiamo cambiare strada!!!! Fortunatamente lo spettacolo quotidiano del popolo di Varanasi che si lava all alba nel fiume ha ripagato questa serie di infarti.

Tralascio il weekend presso la riserva con il maggior numero di tigri al mondo… stupenda, ma di tigri non ne abbiamo vista neanche una.

Ormai sto tirando le somme di questa permanenza e ovviamente ho le idee confuse su moltissime cose eccetto sulla vitalita’ di Calcutta e dei suoi abitanti. Eccetto sul lavoro meraviglioso che le madri con cui ho lavorato sul community theatre hanno fatto. La loro forza e il loro credo hanno scatenato discussioni su temi che altrimenti nessuno toccherebbe, il loro e’ l’inizio di un cambiamento enorme finalmente qualcuno urla ai quattro venti quanto e’ stupida la legge della dote e la disuguaglianza tra uomo e donna. Non ho dubbi che qui mi sono sentito a casa e negli occhi e nelle parole di tutte le persone che ho salutato c’era la stessa commozzione che era ed e’ presente nei miei. Dio ti benedica mi hanno detto… Dio benedica voi che state cambiando il vostro destino e avete l’energia di farlo nonostante viviate in capanne di fango, nonostante dovete camminare chilometri per fare il vostro dovere.

Ora il tempo stringe e la mia partenza per Mumbai si avvicina, lo zaino aspetta di essere fatto e l’itinerario e’ ancora da tracciare, mi auguro di aggiornarvi durante queste ultime tre settimane di peregrinaggio indiano.

Un abbraccio a tutti Vostro Gabri

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