Category: Open Letters

  • Shanty Easy Rider

    Cari,

    Finalmente ho avuto occasione di fare il mio primo viaggio in questo enorme paese. Destinazione Puri la città santa più importante della costa orientale. Da Calcutta la distanza e’ di circa 4-500 km, nonostante la relativamente breve distanza il treno avrebbe dovuto impiegarci 8 ore, in realtà ce ne ha impiegate due in più all’ andata e quattro al ritorno. Dopo aver trovato la stazione abbiamo camminato altri 5 minuti per trovare il binario; e poi altri 5 minuti per trovare il nostro compartimento, era probabilmente il treno più lungo che io abbia mai visto. Un mare di persone molto fantasiose nelle attività svolte si imbarcava su questo infinito biscione d’acciaio blu.

    Salito sul treno mi entusiasmo nel constatare l’ingegnosità della disposizione delle cuccette. Lo Spazio e’ usato alla perfezione, più persone di così non sarebbe possibile trasportare!!! Siamo in 7 compagni di viaggio una ragazza ha il posto lontano da tutti gli altri, leggendo il timore nei suoi occhi decido di scambiare il posto con lei. Buona occasione per leggere Novecento di Baricco che mi e’ stato lasciato prima di partire da una persona molto speciale. L’unica pecca e’ che mi ero preso la cuccetta vicino al pavimento. Vabbe mi dico almeno sono vicino alla finestra, ma all’improvviso vedo una signora quasi in lacrime perché le sue caratteristiche fisiche non le permettevano di raggiungere la cuccetta più alta. Ovviamente colgo la palla al balzo per applicare la teoria di Ricardo sugli scambi internazionali! Lei ha ciò che voglio io e io ciò che vuole lei, quindi mi offro in modo galante e faccio pure la figura del buon samaritano 😉

    Il viaggio e’ stato stupendo, ho dormito benissimo e prima di addormentarmi ero contentissimo mi godevo la fantastica sensazione di libertà del vagabondo. Arrivati a Puri siamo stati ovviamente assaliti dall’ ondata di guidatori di Riscio desiderosi di trasportarci fino in albergo. Dopo qualche settimane impari anche a scherzarci e ad ottenere un prezzo onesto che comunque per noi europei non arriva neanche a mezzo euro… a volte mi sorprendo a contrattare senza tregua per 10 Rupie, che nella vecchia europa sono solo 15 centesimi… ma e’ il principio!!!

    L’ostello era meraviglioso, di bianco dipinto fu la residenza del mahraja qualche decennio fa, con una fantastica vista dell oceano e una pace incredibile… senza contare le candide lenzuola che mi hanno fatto dormire benissimo. Ci voleva proprio un bel weekend di relax dopo il baccano di Calcutta. L’oceano e’ infinito, come dice un personaggio di novecento… di fronte all oceano capisci che la vita e’ veramente una cosa immensa e che gli uomini spesso si perdono in preoccupazioni davvero stupide. Subito con Renaud e gli altri mi sono buttato tra le onde che all’inizio spaventano un poco perché sono potentissime e senza tanta grazia ti prendono e ti sbattono sotto piegandoti come un ramoscello… ma dopo poco anche con un ragazzo di Puri ci siamo divertiti un come bimbi.

    La parte ancora più interessante e’ arrivata quando abbiamo visitato il tempio di Puri dedicato a Vishnu, una delle tre principali divinità Hindu. C’e’ Brama divinità creatrice dalle cui diverse parti del corpo originano le caste, poi Vishnu che si occupa del mantenimento degli equilibri e infine Shiva dea distruttrice. Il tempio e’ maestoso e riuscivo solo a immaginare le meraviglie al suo interno, perché nonostante i miei sforzi e le mie insistenti richieste alle guardie non sono riuscito a farmi passare come Hinduista. Un Signore del luogo ci ha fatto fare  il giro di tutto il perimetro del tempio e ha pazientemente risposto a tutte le mie domande… la cosa più affascinante e’ che anche per gli induisti Gesu gioca un ruolo fondamentale. Mi spiego, Vishnu ha dieci reincarnazioni che ruotano ciclicamente, ciascuna di esse  rappresenta un era, ora ci troviamo nell era dell illusione che durerà per altri 7992 anni. La presente era secondo gli induisti e’ iniziato con l avvento di Gesu che loro sostengono sia stato in India quando aveva 16 anni…. immaginando le vostre facce simili a quella che ho fatto io quando ho sentito questa storia… indagherò più a fondo. Ad ogni modo la prossima era sarà quella della vita vera.

    Dopo esserci abbuffati di pesce squisito siamo crollati tutti quanti a letto. L’indomani mattina volevamo andare a visitare un tempio importantissimo dedicato al Dio sole a 30 km da Puri. Io avevo notato una baracca che noleggiava vecchie Yamaha, perciò ho dedicato le due ora di colazione a convincere i miei compagni ad andare in moto!!!!! ‘Nooo gabri qui si guida a sinistra’…..’ No daiiii qui sono matti suonano in continuazione il clacson’….’Poi ci sono le mucche e se succede qualcosa?’ Chiaramente non ho avuto pace finche… Abbiamo noleggiato le moto!!!! Incredibile passavamo con l’aria nei capelli tra villaggi sperduti tra sorrisi stupendi e saluti sbracciati da parte dei locali a cui non sembrava vero di vedere degli occidentali sulle loro strade e in moto. L’oceano ci accompagnava e la giungla intorno… sembrava un sogno, sulla mia scoppiettante Yamaha 135 monocilindrico. Mi sentivo veramente come Peter Fonda in easy rider super rilassato e super shanty che in bengalese vuol dire pacifico.

    Il tempio era molto imponente e la guida e’ stata molto esaustiva sulla storia e sulla potenza del kamasutra nel generare la luce (vita) tramite l’amore. Alcuni compagni di viaggio sono, specialmente i nordici, si sono un po imbarazzati a e’ stato interessante.

    L’ultimo giorno di vacanza volevo assolutamente andare a pescare con i pescatori quindi alle 430 sveglia e sono andato a cercare un brav’ uomo che ci portasse in barca con lui. Lo spettacolo del sole che si levava sull oceano toglieva il respiro e l’esercito di pescatori accovacciati in riva all oceano che tentavano di interpretare era emozionante. Purtroppo hanno ritenuto troppo pericoloso che andassimo con loro quel giorno e quindi ci siamo appisolati sulla spiaggia….dopo nemmeno un ora un onda lunghissima ci ha completamente sommerso ahahahahah un bellissimo risveglio e poi abbiamo anche fatto fare qualche risata agli indiani spettatori.

    Oggi mi sono trasferito per il resto della settimana alla clinica; e’ molto più comodo e mi permette di evitare le due ore di viaggio tra andata e ritorno in mezzo alla ormai insopportabile nuvola nera di quella che un autore ha definito la Città della Gioia. Proprio al mio ritorno in citta’ dal taxi sovraffollato vedo un cartello enorme di una compagnia telefonica: Benvenuti nella citta’ della gioia… abbassando lo sguardo, sotto questa bella pubblicita’ c’erano ammontanati una decina di scheletrici uomini e donne, neri come la pece, macchiati solo dalle infezioni che avevano sulla pelle…non sapevo chi fosse vivo e chi morto, certo e’ che per loro la vita ha dispensato poca gioia… ci sara’ bisogno di cento altre maria teresa di caluctta prima che questo angolo di mondo possa avere un minimo di uguaglianza.

    Vado a mangiare… riso ovviamente.

    Un pensiero per tutti

    Vostro Gabri

  • India, villaggi e sorrisi

    Cari,

    Sono passati solo 5 giorni dal mio arrivo in India, e l’ammontare di cose viste e fatte e’ strabordante. India e’ ben rappresentata dal numero della sua popolazione, ti investe nella piena di un fiume pieno di emozioni, colori, sorrisi, occhiate, canzoni e suoni che necessita’ tempo per essere, non capito, ma quantomeno percepito.

    Ogni volta che posso colgo l’occasione per scrivere, stasera mi sono fermato alla clinica perché, con l’equipe del microcredito abbiamo portato I prestiti in un remotissimo villaggio a Nord di Calcutta, quindi sono solo e ho un computer. Il viaggio di oggi e’ stato stupendo, purtroppo ho qualche difficoltà’ a ricordare I nomi dei miei compagni di viaggio che erano tutti bengalesi, l’unico che ricordo e’ Ipshita perché la conoscevo già’.

    Partiti verso l una e mezzo, alla mia richiesta sulla distanza del villaggio mi rispondono che e’ abbastanza vicino. Dopo due ore di guida Indiana: ovvero a specchietti chiusi e attaccati al clacson per farci largo tra la giungla di smog arriviamo nella giungla Bengalese e veniamo accolti molto calorosamente. Prevalentemente ci sono donne ad aspettarci ma anche qualche uomo si e’ guadagnato risparmiando il suo prestito.

    Mi fanno sedere sulla sedia più’ grande dietro ad una scrivania in legno. Qualche convenevole e poi tutti voltano gli occhi su di me. Gabriele adesso e’ il momento del tuo discorso!!! Ehm… nessuno me lo aveva detto, pero’ dopo qualche secondo di incertezza l’unicità’ della situazione e un po di narcisismo hanno preso il sopravvento. Mi alzo in piedi: Namaskar (Saluto Bengalese) e attacco a parlare finche non ritengo di cadere nel banale dell importanza del microcredito: per le donne, I bambini, il potenziale della comunità’ e via dicendo. Dopo essere caduto nel baratro della retorica, ho semplicemente detto loro che mi auguro di essere in grado di raccontare nel mio paese tutta l’energia e la voglia di migliorare che I loro stupendi occhi neri mi comunicavano.

    Dopo le foto di rito in cui si consegnavano I prestiti (di 2000 rupie ~ 30 Euro), attirano la mia attenzione dei ragazzi che giocano a Cricket, non sono proprio degli assi, ma si divertono un sacco e ci sorridiamo a vicenda. Avrei voluto giocare ma vengo richiamato per il pranzo. Una squisitezza di spezie e patate con un pane simile ai nostri gnocchi fritti. Senza parlare poi dei dolci che erano qualcosa di sublime.

    Alla fine di tutto ciò, qualche scherzo con I bimbi, I cui occhi e I cui sorrisi mi facevano lievitare di gioia, vado in bagno prima della partenza. Così, scopro un nuovo modello di toilette persino più minimal di quelle marocchine. C’e’ da ammettere che I designer rurali amino reinventarsi: dopo avere preso l acqua (per lo sciacquone) dalla pompa sotterranea (si proprio quelle dei film d’epoca) apro la porta e trovo Quattro mattoni l’uno distante dall’altro di 15 cm e un buco di 6 cm di diametro nell angolo destro dello stanzino. Fortunatamente dovevo fare solo (little toilet come dicono loro) senno penso che non ci sarebbe passato e sarei stato un po in imbarazzo.

    Prima di tornare abbiamo visitato la terra su cui potrebbe ipoteticamente sorgere la nuova filiale del microcredito. Ho tralasciato di elencarvi le regole del microcredito, ma per chi e’ interessato sarò’ più che felice di mettervene a parte al mio ritorno.

    Tornando con la jeep, mi sono appisolato e al mio risveglio si e’ cantato nella buia campagna fino a casa. E’ stato bellissimo vedere degli adulti sapersi ancora divertire in modo così semplice. L’apice si e’ raggiunto quando io ho cantato in italiano e quando ho iniziato a ripetere I ritornelli in Bengalese.

    Mi piacerebbe raccontarvi delle altre persone che ho incontrato ma non andrei più a dormire. Tutti I volontari sono persone interessanti e gli indiani che lavorano qui molto gentili. Quello con cui ho cenato oggi e’ un poeta, e con grande convinzione mi ha recitato qualche suo verso sul divino… brava gente questa con grande spiritualità’.

    Poco fa ho dato la buona notte ai bimbi che stanno sempre qui alla clinica e che adoro. Prevalentemente bambine hanno degli occhi in cui puoi vedere tutto il bello del mondo, nonostante non siano state proprio fortunate. Mi hanno mostrato con entusiasmo le stelle fluorescenti che solo ieri avevo montato loro con l aiuto di due altre volontarie. Ero così contento ogni volta che le prendevo in braccio per fargliene appiccicare una, perché’ pensavo che avrebbero potuto addormentarsi guardandole… e dato che mi sembrano tutti dei piccoli principi o delle piccole principesse immaginavo che bei sogni potessero fare.

    E’ stato bellissimo andare sul tetto con loro giocavamo come si poteva… aiutare a camminare Suad e’ stato emozionante fino a che a raggiunto il bordo del tetto e ha guardato il cielo e la verde periferia di Calcutta… li mi sono proprio commosso. Per finire una bimba da dietro urla Dakho Dakho Guli Guli!!!! (Guarda guarda gli aquiloni) Aquiloni colorati volteggiavano in cielo e una coppia di loro si sfidava a duello… che splendore … nel tramonto indiano!!

    Ora vado a nanna, grazie a Dio qualche volontario ha lasciato l antizanzare e la rete da montare sopra il letto… qui tra ranocchi, topastri, zanzarelle e ragnucoli… non vorrei risvegliarmi con uno sul naso. Anche perché sarebbe spiacevole per entrambi.

    Vi abbraccio tutti.

    Vostro Gabri

    P.S: Ho dimenticato di dire che ieri con un volontario svizzero abbiamo cucinato pasta all arrabbiata per 80 persone!!! Dopo qualche titubanza… e’ piaciuta un sacco!!!

  • Prime impressioni da Calcutta

    Prime impressioni da Calcutta

    mercoledì 9 luglio 2008

    Cari tutti,

    Dopo un lunghissimo viaggio sono finalmente arrivato a Calcutta. I voli sono passati piacevolmente, anche se con l’aria condizionata a temperature invernali, mi sono gustato gli ottimi pasti con annesso buon vino gentilemente offerto da Air France. Finalmente dopo mesi di esami ho avuto tempo per leggere i miei libri. Ultime letture che consiglio a tutti: La crociata dei Bambini di Vonnengut e Il Piccolo Principe che con vergogna ammetto di non aver mai letto. Quest’ultimo e’ un libro davvero speciale e gli occhi dei bambini che vedo per strada ne testimoniano la verita’.

    I primi incontri indiani sono stati molto interessanti, durante la nottata all’aeroporto di Delhi ho incontrato un giovane monaco buddista che studia in Birmania. Abbiamo fatto una bellissima chiaccherata inter religiosa e lui mi ha spiegato il cerchio della vita con qualche metafora prendendo spunto dagli europei da cui era stato inivitato. Credo che sia molto bello incontrare dei compagni di viaggio e fidarsi di loro solo per quelle belle ma poche parole spese iniseme.

    Arrivato a Calcutta dopo due giorni di viaggio… inutilmente mi guardo in giro per trovare il mio nome tra i vari cartelli. Si erano dimenticati di me, o meglio io avrei dovuto assicurarmi che la mia e mail con i dettagli del volo fosse stata ricevuta. Dato che non l ho fatto, ho preso un pittoresco taxi giallo modello Ambassador Classic e mi sono immerso nel traffico pazzesco di Calcutta. E’ qualcosa a cui non puoi credere se non la vedi, non c’e’ secondo in cui qualcuno non stia suonando il clacson, i guidatori si fanno spazio a gomitate in fiume che avanza e si arresta in continuazione. Curiosamente ogni volta che ci fermavamo il tassista spegneva il motore 🙂 Dopo essermi appisolato a causa della stanchezza e del caldo piu’ umido che si possa immaginare, un colpo forte in testa mi ha svegliato. Era solo una buca che mi ha permesso di ammirare le mille attivita’ di strada di questa citta’ curiosa e incredibilemente dinamica. Quando il tassista si e’ stufato di cercare il mio indirizzo gli ho detto di non preoccuparsi ed emozionato come non mai mi sono buttato nelle strade alla ricerca del numero 28 di golf club road. Ovviamnete i numeri hanno una disposizione che tutt ora non ho interpretato ma dopo qualche tentativo mi hanno inidirizzato correttamente alla gueat house dell Inidan Instiute for mother and child.

    I custode Sunil mi ha aperto un po sospettoso. Appurata la mia identita’ siamo subito diventati amici e dopo avere fatto un pisolino mi ha offerto gentilemente un piatto squisito di riso soffiato latte e zucchero. Il pomeriggio e’ passato veloce leggendo e scambiando qualche sorridente parola con Sunil che parla poco inglese e sempre in terza persona… e’ buffo ma molto buono e gentile. Ad un certo punto ho anche assistito alle sue preghiere a Kalhi la dea madre!!

    Bene, i pensieri sono molti ma sono venuto qui per lavorare ed e’ tempo che cominci, fuori ha appena smesso di piovere e i miei piedi sono gia’ asciutti… i sandali si asciugano molto piu in fretta delle scarpe e con questi monsoni e’ meglio stare a piedi nudi… ci si sente anche piu indiani.

    Penso a ciascuno di voi! La prossima lettera sara’ piu’ ricca di opinioni che avro modo di farmi nei gironi a venire

    Un abbraccio Vostro Gabri

  • Lettera Aperta dal Marocco

    Lettera Aperta dal Marocco

    mercoledì 12 settembre 2007

    Cari Tutti,

    Innanzitutto è bene che mi scusi per questo prolungato silenzio, ho tuttavia una buona attenuante: resistere alle meraviglie del Marocco non e’ cosa semplice e la vita da studente in scambio non solo è molto, molto divertente ma anche occupatissima. Sono qui da più’ di due settimane, mi sembra ne sia passata nemmeno una. Il campus universitario assomiglia molto più’ alla Svizzera che non a un paese africano, e’ curatissimo partendo dai giardini fino alle strutture sportive (due volte alla settimana vado a nuotare, nella piscina più grande che abbia mai visto). Tutti gli studenti vivono qui, si fa una vita molto comunitaria e che ci crediate o no ogni giorno faccio gl’innumerevoli compiti che mi assegnano i 5 corsi che sto seguendo: Theories and Models of International relations; Economic Developement in Middle East; Beginning Arabic; Seminar in International Management e Finance Intermediation … ve li ho scritti in ordine di preferenza! Essendo classi molto più’ ristrette di quelle italiane, c’e’ molta possibilità di confronto tra le idee di noi studenti e quelle del professore. Per concludere il noioso tema studio; il metodo americano adottato qui, e’ riuscito a farmi “saltare addosso” la voglia di fare i compiti ogni giorno, cosa in cui il sistema italiano ha miseramente fallito per più di 21 anni:-)

    Passando a temi più interessanti… Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più di quanto sia stato fortunato a finire quaggiù nel reame marocchino. Non passa giorno in cui non impari nuove cose da una cultura diversissima e da una religione che e’ in realtà molto più simile alla nostra di quanto non si pensi. Ogni profeta cristiano viene riconosciuto dalla religione islamica, gli unici due profeti che non hanno compiuto errore alcuno sono stati Gesu’ e Maometto. I principi guida di queste due fedi sono quasi adiacenti: amore, comprensione, solidarietà’, miglioramento del proprio spirito tramite la preghiera e i fatti… Le poche divergenze mi sembra di capire siano frutto di decisione politiche posteriori, generate dai differenti contesti: Europeo e Arabo. Paradossalmente abbiamo in comune anche l’ipocrisia di chi predica bene e razzola male, che, bisogna riconoscere essere più alto nei paesi musulmani in quanto il loro livello di conservatorismo e’ pari al nostro di almeno 100 anni fa. Nell’ultimo giorno il Corano narra che dei due profeti Sara’ Gesù a cedere il passo a Maometto perché entri primo nel regno dei cieli, non ho ancora scoperto il perché, ad ogni modo mi pare in linea con gli insegnamenti di Gesù: “gli ultimi saranno i primi”. Giacche’ mi sono addentrato nel tema religioso… vi posso dire che le messe qui sono davvero molto emozionanti, credo sia dovuto al fatto che I cristiani che vivono qui sono praticamente lo 0,1%, in un paese che non riconosce legalmente altro credo se non quello islamico, la loro fede mi sembra incrollabile. Ho avuto l’onore di assistere alla messa di un padre francescano (uno dei tre di tutta la regione) che aveva davvero qualcosa di speciale nel volgere lo sguardo al cielo, tralascio I tanti km che ognuno dei partecipanti alla funzione deve fare per raggiungere questa chiesetta.

    Negli ultimi due weekend ho visitato Meknes, Tanger e Asilah; senza nulla togliere alle bellezze della prima e della terza, Tangeri mi ha profondamente colpito per la sua atmosfera magica, quella città ha qualcosa di inafferrabile, probabilmente a causa del suo passato di terra di nessuno in cui tutto (o quasi) era consentito… voglio tornarci e spenderci qualche giorno. Venerdì e’ il giorno della messa per I musulmani, grazie ad un mio amico sono riuscito ad entrare nella Moschea Antica, avendo rispettato tutti I rituali di purificazione del corpo e di prostrazione nella preghiera nessuno mi ha detto nulla, e così ho ammirato la loro “messa”. Sempre a tangeri ho scovato una chiesetta delle sorelle di madre Teresa di Calcutta, abbiamo bussato alla porta, ci hanno aperto e abbiamo giocato con I tanti bambini che la chiesa ospitava, questo paese dispensa innumerevoli medicine per lo spirito! Vi lascio solo immaginare l’emozione che provavo nel dormire nella stessa via dove I grandi della beat generation erano soliti risiedere, parlo di William Burroughs, Jack Kerouac…

    Affacciandomi dalla mia piccola, umile e accogliente stanzetta condivisa con I compagni di viaggio potevo vedere la Spagna (che molti marocchini sognano ad occhi aperti fumando il kif in attesa del giorno giusto per raggiungerla). Quanta storia e quante leggende in quello stretto delimitato dalle mitiche colonne d’Ercole. Abbassando lo sguardo invece, mi scontravo con la dura realtà marocchina, gruppi di bambini ammucchiati riposavano con espressione innocente, qualcuno, troppo affamato per dormire, faceva ciò che tutti gli altri fanno quando sono svegli: sniffare colla per non sentire fame, dolore, freddo, tristezza, abbandono…

    La miseria molto spesso e’ quasi inguardabile per noi occidentali, ci sciocca al principio poi diventiamo cinici e ammettiamo che faccia parte della vita. Mi risparmio ulteriori moralismi, avendo la consapevolezza e il desiderio di lavorare nella mia vita affinché questi bambini, questi vecchi mutilati e anoressici e queste donne di strada con bimbi a carico possano un giorno avere delle condizioni di vita migliori.

    Addirittura il viaggio in treno e’ un gran divertimento in questo paese, sempre qualche personaggio interessante con cui chiacchierare, arrangiandosi in una babilonia di lingue. Grandi risate cantando qualche canzone italiane, e discreti banchetti, perché tutto ciò che si consuma viene offerto ai presenti: noccioline, pane, caramelle, kif, acqua, tabacco, dolciumi (che qui sono squisiti)… e intanto gli eterogenei paesaggi del Marocco passano sinuosamente davanti ai miei occhi accompagnati da tramonti di un colore mai visto.

    L’università ha anche un club di teatro di cui ovviamente faccio parte, le premesse sono molto buone spero di imparare molto con loro… e chissà forse di andare al festival teatrale di Casablanca.

    Ora torno sui libri, questo week end sarà più corto dell’ altro per cui credo che andrò a farmi un bel trekking sulle montagne circostanti.

    Vi abbraccio tutti e sappiate che vi ricordo sempre, ciascuno ha il suo momento personale nella mio cuoricino.

    Mi aspetto che mi rispondiate, raccontandomi di voi in modo da potervi poi rispondere singolarmente.

    Vostro

    Gabriele