Arrivederci Sud Sudan

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Carissimi,

Sono passati due anni e tre mesi di vita e lavoro entusiasmanti in Sud Sudan. Un anno e’ passato nell’incantato villaggio di Isohe e il resto nella frenetica vita di Juba. Vi scrivo per comunicarvi il viaggio che mi accingo a fare, domani partirò’ con la mia moto, una Yamaha Tenere 600, da Juba per tornare a Sondrio attraversando 8 nazioni per una dozzina di migliaia di km. In allegato l’itinerario per chi fosse interessato ai dettagli delle tappe o se volesse raggiungermi, o ancora raccomandarmi a qualche amico sulla via.

L’idea di questo viaggio mi e’ venuta quasi un anno fa. I preparativi sono iniziati nello scetticismo di poter davvero imbarcarmi in un avventura simile, eppure i giorni sono passati, i visti mi sono stati concessi e la moto insieme a due amici meccanici ha preso la forma necessaria a questa traversata di terre e popoli della cui esistenza ho solo letto sui libri.

Il desiderio per questo ritorno e’ nato insieme alla realizzazione dell’indolenzimento del mio entusiasmo quotidiano. La sicurezza dell’ottima posizione lavorativa che ricoprivo mi ha reso troppo impegnato e meno attento alle esigenze delle persone che incontravo ogni giorno. Sentivo che questa quotidianità’ fatta di eccitanti progetti ed entusiasmanti negoziazioni invece che nutrirmi appieno attraverso gli incontri che mi offriva, mi appiattiva. Ho sentito il desiderio di tornare all’incertezza avventurosa dei viaggi della mia università’. Quando si partiva con lo zaino senza sapere se si sarebbe arrivati in vetta.

Ho un timoroso rispetto nei confronti delle migliaia di km che mi troverò’ davanti nei prossimi due mesi. Tutto potrà’ succedere e insieme al desiderio di bellezza con cui mi riempirò’ gli occhi nella valla del Nilo e in terra santa, sono aperto all’inatteso che mi si presenterà’, per ricordarmi che con fede e speranza posso rincorrere qualsiasi sogno, acciuffare ogni desiderio. Non c’e’ cosa che il Signore fa accadere che non siamo abbastanza maturi per ricevere, l’importante sarà’ trarre i giusti insegnamenti da questi eventi. Mi e’ stato ricordato dal mio amico Giorgio e dal Padre provinciale dei Comboniani che metto sempre solo me al centro delle mie decisioni, deve arrivare un momento in cui le decisioni adulte tendono all’assunzione delle proprie responsabilità’ verso il prossimo. Prego di imparare in questo viaggio a capire che le esperienze al di fuori di me sono solo dei suggerimenti per tenere il sentiero che fa realizzare che le sfide più’ importanti e più’ sconvolgenti sono quelle per ammaestrare (etim: che indica il fine, lo scopo del maestro) se stessi.

Mi prendo tre mesi di tempo, due di viaggio e uno abbondante di ricchezza tra amici e famiglia nella mia valle. Successivamente vorrei provare a lavorare nella promozione dello settore privato nello sviluppo, e fare esperienza di una grande organizzazione…

Chi lo vorrà’ potrà’ seguire il mio viaggio attraverso gli aggiornamenti del blog (www.wanderingeyes.net) che spero di scrivere almeno una volta per ogni nazione visitata e attraverso la mappa che traccia gli sms geolocalizzati a questo link.

Nella foto vedete dipinto il motto del mio viaggio che mi ha fatto scoprire mio fratello Sebastiano. Significa Non per apparire ma per essere, e’ anche il motto del V reggimento degli alpini. E’ stato orgogliosamente dipinto da Anna che insieme a Samuele ereditano quanto fatto fin ora a Juba. Grazie a loro per questo mese fantastico di amicizia e comunione.

Con affetto, un abbraccio

Gabri

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