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  • Lettera Aperta dal Marocco

    Lettera Aperta dal Marocco

    mercoledì 12 settembre 2007

    Cari Tutti,

    Innanzitutto è bene che mi scusi per questo prolungato silenzio, ho tuttavia una buona attenuante: resistere alle meraviglie del Marocco non e’ cosa semplice e la vita da studente in scambio non solo è molto, molto divertente ma anche occupatissima. Sono qui da più’ di due settimane, mi sembra ne sia passata nemmeno una. Il campus universitario assomiglia molto più’ alla Svizzera che non a un paese africano, e’ curatissimo partendo dai giardini fino alle strutture sportive (due volte alla settimana vado a nuotare, nella piscina più grande che abbia mai visto). Tutti gli studenti vivono qui, si fa una vita molto comunitaria e che ci crediate o no ogni giorno faccio gl’innumerevoli compiti che mi assegnano i 5 corsi che sto seguendo: Theories and Models of International relations; Economic Developement in Middle East; Beginning Arabic; Seminar in International Management e Finance Intermediation … ve li ho scritti in ordine di preferenza! Essendo classi molto più’ ristrette di quelle italiane, c’e’ molta possibilità di confronto tra le idee di noi studenti e quelle del professore. Per concludere il noioso tema studio; il metodo americano adottato qui, e’ riuscito a farmi “saltare addosso” la voglia di fare i compiti ogni giorno, cosa in cui il sistema italiano ha miseramente fallito per più di 21 anni:-)

    Passando a temi più interessanti… Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più di quanto sia stato fortunato a finire quaggiù nel reame marocchino. Non passa giorno in cui non impari nuove cose da una cultura diversissima e da una religione che e’ in realtà molto più simile alla nostra di quanto non si pensi. Ogni profeta cristiano viene riconosciuto dalla religione islamica, gli unici due profeti che non hanno compiuto errore alcuno sono stati Gesu’ e Maometto. I principi guida di queste due fedi sono quasi adiacenti: amore, comprensione, solidarietà’, miglioramento del proprio spirito tramite la preghiera e i fatti… Le poche divergenze mi sembra di capire siano frutto di decisione politiche posteriori, generate dai differenti contesti: Europeo e Arabo. Paradossalmente abbiamo in comune anche l’ipocrisia di chi predica bene e razzola male, che, bisogna riconoscere essere più alto nei paesi musulmani in quanto il loro livello di conservatorismo e’ pari al nostro di almeno 100 anni fa. Nell’ultimo giorno il Corano narra che dei due profeti Sara’ Gesù a cedere il passo a Maometto perché entri primo nel regno dei cieli, non ho ancora scoperto il perché, ad ogni modo mi pare in linea con gli insegnamenti di Gesù: “gli ultimi saranno i primi”. Giacche’ mi sono addentrato nel tema religioso… vi posso dire che le messe qui sono davvero molto emozionanti, credo sia dovuto al fatto che I cristiani che vivono qui sono praticamente lo 0,1%, in un paese che non riconosce legalmente altro credo se non quello islamico, la loro fede mi sembra incrollabile. Ho avuto l’onore di assistere alla messa di un padre francescano (uno dei tre di tutta la regione) che aveva davvero qualcosa di speciale nel volgere lo sguardo al cielo, tralascio I tanti km che ognuno dei partecipanti alla funzione deve fare per raggiungere questa chiesetta.

    Negli ultimi due weekend ho visitato Meknes, Tanger e Asilah; senza nulla togliere alle bellezze della prima e della terza, Tangeri mi ha profondamente colpito per la sua atmosfera magica, quella città ha qualcosa di inafferrabile, probabilmente a causa del suo passato di terra di nessuno in cui tutto (o quasi) era consentito… voglio tornarci e spenderci qualche giorno. Venerdì e’ il giorno della messa per I musulmani, grazie ad un mio amico sono riuscito ad entrare nella Moschea Antica, avendo rispettato tutti I rituali di purificazione del corpo e di prostrazione nella preghiera nessuno mi ha detto nulla, e così ho ammirato la loro “messa”. Sempre a tangeri ho scovato una chiesetta delle sorelle di madre Teresa di Calcutta, abbiamo bussato alla porta, ci hanno aperto e abbiamo giocato con I tanti bambini che la chiesa ospitava, questo paese dispensa innumerevoli medicine per lo spirito! Vi lascio solo immaginare l’emozione che provavo nel dormire nella stessa via dove I grandi della beat generation erano soliti risiedere, parlo di William Burroughs, Jack Kerouac…

    Affacciandomi dalla mia piccola, umile e accogliente stanzetta condivisa con I compagni di viaggio potevo vedere la Spagna (che molti marocchini sognano ad occhi aperti fumando il kif in attesa del giorno giusto per raggiungerla). Quanta storia e quante leggende in quello stretto delimitato dalle mitiche colonne d’Ercole. Abbassando lo sguardo invece, mi scontravo con la dura realtà marocchina, gruppi di bambini ammucchiati riposavano con espressione innocente, qualcuno, troppo affamato per dormire, faceva ciò che tutti gli altri fanno quando sono svegli: sniffare colla per non sentire fame, dolore, freddo, tristezza, abbandono…

    La miseria molto spesso e’ quasi inguardabile per noi occidentali, ci sciocca al principio poi diventiamo cinici e ammettiamo che faccia parte della vita. Mi risparmio ulteriori moralismi, avendo la consapevolezza e il desiderio di lavorare nella mia vita affinché questi bambini, questi vecchi mutilati e anoressici e queste donne di strada con bimbi a carico possano un giorno avere delle condizioni di vita migliori.

    Addirittura il viaggio in treno e’ un gran divertimento in questo paese, sempre qualche personaggio interessante con cui chiacchierare, arrangiandosi in una babilonia di lingue. Grandi risate cantando qualche canzone italiane, e discreti banchetti, perché tutto ciò che si consuma viene offerto ai presenti: noccioline, pane, caramelle, kif, acqua, tabacco, dolciumi (che qui sono squisiti)… e intanto gli eterogenei paesaggi del Marocco passano sinuosamente davanti ai miei occhi accompagnati da tramonti di un colore mai visto.

    L’università ha anche un club di teatro di cui ovviamente faccio parte, le premesse sono molto buone spero di imparare molto con loro… e chissà forse di andare al festival teatrale di Casablanca.

    Ora torno sui libri, questo week end sarà più corto dell’ altro per cui credo che andrò a farmi un bel trekking sulle montagne circostanti.

    Vi abbraccio tutti e sappiate che vi ricordo sempre, ciascuno ha il suo momento personale nella mio cuoricino.

    Mi aspetto che mi rispondiate, raccontandomi di voi in modo da potervi poi rispondere singolarmente.

    Vostro

    Gabriele