
Cari,
Sono passati solo 5 giorni dal mio arrivo in India, e l’ammontare di cose viste e fatte e’ strabordante. India e’ ben rappresentata dal numero della sua popolazione, ti investe nella piena di un fiume pieno di emozioni, colori, sorrisi, occhiate, canzoni e suoni che necessita’ tempo per essere, non capito, ma quantomeno percepito.
Ogni volta che posso colgo l’occasione per scrivere, stasera mi sono fermato alla clinica perché, con l’equipe del microcredito abbiamo portato I prestiti in un remotissimo villaggio a Nord di Calcutta, quindi sono solo e ho un computer. Il viaggio di oggi e’ stato stupendo, purtroppo ho qualche difficoltà’ a ricordare I nomi dei miei compagni di viaggio che erano tutti bengalesi, l’unico che ricordo e’ Ipshita perché la conoscevo già’.
Partiti verso l una e mezzo, alla mia richiesta sulla distanza del villaggio mi rispondono che e’ abbastanza vicino. Dopo due ore di guida Indiana: ovvero a specchietti chiusi e attaccati al clacson per farci largo tra la giungla di smog arriviamo nella giungla Bengalese e veniamo accolti molto calorosamente. Prevalentemente ci sono donne ad aspettarci ma anche qualche uomo si e’ guadagnato risparmiando il suo prestito.
Mi fanno sedere sulla sedia più’ grande dietro ad una scrivania in legno. Qualche convenevole e poi tutti voltano gli occhi su di me. Gabriele adesso e’ il momento del tuo discorso!!! Ehm… nessuno me lo aveva detto, pero’ dopo qualche secondo di incertezza l’unicità’ della situazione e un po di narcisismo hanno preso il sopravvento. Mi alzo in piedi: Namaskar (Saluto Bengalese) e attacco a parlare finche non ritengo di cadere nel banale dell importanza del microcredito: per le donne, I bambini, il potenziale della comunità’ e via dicendo. Dopo essere caduto nel baratro della retorica, ho semplicemente detto loro che mi auguro di essere in grado di raccontare nel mio paese tutta l’energia e la voglia di migliorare che I loro stupendi occhi neri mi comunicavano.
Dopo le foto di rito in cui si consegnavano I prestiti (di 2000 rupie ~ 30 Euro), attirano la mia attenzione dei ragazzi che giocano a Cricket, non sono proprio degli assi, ma si divertono un sacco e ci sorridiamo a vicenda. Avrei voluto giocare ma vengo richiamato per il pranzo. Una squisitezza di spezie e patate con un pane simile ai nostri gnocchi fritti. Senza parlare poi dei dolci che erano qualcosa di sublime.
Alla fine di tutto ciò, qualche scherzo con I bimbi, I cui occhi e I cui sorrisi mi facevano lievitare di gioia, vado in bagno prima della partenza. Così, scopro un nuovo modello di toilette persino più minimal di quelle marocchine. C’e’ da ammettere che I designer rurali amino reinventarsi: dopo avere preso l acqua (per lo sciacquone) dalla pompa sotterranea (si proprio quelle dei film d’epoca) apro la porta e trovo Quattro mattoni l’uno distante dall’altro di 15 cm e un buco di 6 cm di diametro nell angolo destro dello stanzino. Fortunatamente dovevo fare solo (little toilet come dicono loro) senno penso che non ci sarebbe passato e sarei stato un po in imbarazzo.
Prima di tornare abbiamo visitato la terra su cui potrebbe ipoteticamente sorgere la nuova filiale del microcredito. Ho tralasciato di elencarvi le regole del microcredito, ma per chi e’ interessato sarò’ più che felice di mettervene a parte al mio ritorno.
Tornando con la jeep, mi sono appisolato e al mio risveglio si e’ cantato nella buia campagna fino a casa. E’ stato bellissimo vedere degli adulti sapersi ancora divertire in modo così semplice. L’apice si e’ raggiunto quando io ho cantato in italiano e quando ho iniziato a ripetere I ritornelli in Bengalese.
Mi piacerebbe raccontarvi delle altre persone che ho incontrato ma non andrei più a dormire. Tutti I volontari sono persone interessanti e gli indiani che lavorano qui molto gentili. Quello con cui ho cenato oggi e’ un poeta, e con grande convinzione mi ha recitato qualche suo verso sul divino… brava gente questa con grande spiritualità’.
Poco fa ho dato la buona notte ai bimbi che stanno sempre qui alla clinica e che adoro. Prevalentemente bambine hanno degli occhi in cui puoi vedere tutto il bello del mondo, nonostante non siano state proprio fortunate. Mi hanno mostrato con entusiasmo le stelle fluorescenti che solo ieri avevo montato loro con l aiuto di due altre volontarie. Ero così contento ogni volta che le prendevo in braccio per fargliene appiccicare una, perché’ pensavo che avrebbero potuto addormentarsi guardandole… e dato che mi sembrano tutti dei piccoli principi o delle piccole principesse immaginavo che bei sogni potessero fare.
E’ stato bellissimo andare sul tetto con loro giocavamo come si poteva… aiutare a camminare Suad e’ stato emozionante fino a che a raggiunto il bordo del tetto e ha guardato il cielo e la verde periferia di Calcutta… li mi sono proprio commosso. Per finire una bimba da dietro urla Dakho Dakho Guli Guli!!!! (Guarda guarda gli aquiloni) Aquiloni colorati volteggiavano in cielo e una coppia di loro si sfidava a duello… che splendore … nel tramonto indiano!!
Ora vado a nanna, grazie a Dio qualche volontario ha lasciato l antizanzare e la rete da montare sopra il letto… qui tra ranocchi, topastri, zanzarelle e ragnucoli… non vorrei risvegliarmi con uno sul naso. Anche perché sarebbe spiacevole per entrambi.
Vi abbraccio tutti.
Vostro Gabri
P.S: Ho dimenticato di dire che ieri con un volontario svizzero abbiamo cucinato pasta all arrabbiata per 80 persone!!! Dopo qualche titubanza… e’ piaciuta un sacco!!!